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In Svizzera ci sono ancora poche donne a capo della loro impresa o della loro start-up. Anche Innosuisse osserva questo fenomeno nelle sue offerte di promozione (v. riquadro). L’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione si impegna quindi a fornire il necessario cambiamento di percezione per invertire questa tendenza e attirare un maggior numero di donne verso l’imprenditorialità e la ricerca. Per una delle sue figure di spicco, la capo divisione Panorama neoimprenditoriale e giovani leve Dominique Gruhl-Bégin, ci sono ancora troppi ostacoli che impediscono alle donne di accedere a posizioni dirigenziali e alle imprese. Intervista.

Innosuisse: In Svizzera, secondo il Global Entrepreneurship Monitor 2019/2020, attualmente ci sono 7 imprenditrici ogni 12 imprenditori. L’anno precedente si contavano solo 5 donne su 10. Si tratta di un leggero miglioramento, ma la parità è ben lungi dall’essere raggiunta. Come spiega questo risultato?

Dominique Gruhl-Bégin: Questo sviluppo è dovuto a una combinazione di diversi fattori. A mio parere, la sensibilizzazione all’imprenditorialità femminile sta gradualmente aumentando. Sono sempre più numerose le iniziative per incoraggiare le donne ad avviare un’attività in proprio, le donne che hanno avviato un’attività in proprio e che vengono promosse come modelli e motivano altre donne a fare lo stesso, le strutture dedicate alle donne che desiderano avviare progetti imprenditoriali, ecc. Ma la parità sarà raggiunta solo quando le donne si sentiranno non solo pienamente capaci e pronte a mettersi in gioco, ma anche benvenute nel mondo dell’imprenditoria. Molti fattori influiscono sulla loro percezione e innescano alcuni pregiudizi di genere. Per esempio, tutto inizia con l’incoraggiamento ricevuto fin dalla prima infanzia dai genitori o dalla scuola in materia di orientamento professionale. Conciliare la vita familiare e la carriera è un altro aspetto importante. Finché le strutture di custodia dei bambini non saranno adeguate e le donne che dedicano gran parte delle loro energie al lavoro non saranno realmente accettate, sarà difficile per molte di loro raggiungere posizioni di leadership.

Anche in Innosuisse la percentuale di donne che partecipano ai progetti di innovazione e ai programmi di coaching è inferiore a quella degli uomini*. È un motivo di delusione?
Sì, è una delusione, ma non rinunciamo al nostro obiettivo di aumentare questa percentuale! Sosteniamo l’innovazione basata sulla scienza e quindi riceviamo una quota importante di domande da parte di politecnici e università di scienze applicate. In queste istituzioni, le donne sono largamente sottorappresentate (v. riquadro). Non sorprende, quindi, che riceviamo meno domande per i nostri strumenti di sostegno da parte delle donne e, di conseguenza, che meno progetti siano realizzati da donne. D’altra parte, continuiamo a lanciare iniziative per sensibilizzare la popolazione all’imprenditoria femminile, per incoraggiare e anche per far conoscere le donne imprenditrici, ad esempio reclutando coach donne che possano fungere da modello e da alleate per le nuove fondatrici di start-up. Stiamo anche lavorando per sviluppare nuovi metodi e iniziative per avere il massimo impatto possibile, per aumentare i tassi della partecipazione femminile e creare una cultura dell’uguaglianza.

Cosa manca alle donne per entrare nel mondo dell’imprenditoria o della ricerca?
Un altro aspetto determinante può essere la mancanza di contatti profondi e di una credibilità affermata nell'imprenditorialità e nella ricerca. Inoltre, credo che a volte manchi loro la convinzione che questo sia un ruolo che appartiene tanto a loro quanto agli uomini. Anche se alcuni studi hanno dimostrato che le donne si sentono abbastanza capaci e interessate ad avviare un’impresa, quando si tratta di concretizzarne il lancio e, dopo averla avviata, può esserci un punto di rottura che le mette in una posizione di svantaggio rispetto agli uomini, ovvero quando si tratta di ottenere finanziamenti. Mentre la maggior parte degli investitori percepisce il panorama dei finanziamenti come equilibrato, la distribuzione degli investimenti effettivi in imprese di proprietà di donne sono fortemente sbilanciati, come dimostra uno studio di Morgan Stanley. Inoltre, sembra che le donne non si sentano a proprio agio nel mettere in mostra le loro competenze. Infine, sto notando sempre più come certi circoli chiusi di networking, che possono svolgere un ruolo importante nella raccolta di fondi, incoraggino e mantengano reti prevalentemente maschili. Sfruttare i modelli di ruolo, aprire queste reti alle donne o la creazione di reti di donne potrebbe potenzialmente incoraggiarle a diventare imprenditrici.

In qualità di agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione, cosa può fare (o fa) Innosuisse per invertire la tendenza e aumentare il numero di donne al vertice nel mondo degli affari e della ricerca?
Altre iniziative che possono rivelarsi utili sono avviare misure di sensibilizzazione per cambiare la percezione, attivare maggiori finanziamenti verso team caratterizzati dalla diversità di genere e raccogliere i dati. A tal proposito, dovremmo rendere visibili i benefici e l’impatto positivo che le imprenditrici hanno sulla prosperità economica.

La sensibilizzazione dovrebbe avvenire prima nell’educazione dei giovani. Sarebbe quindi auspicabile incoraggiare lo sviluppo di nuove misure o il rafforzamento di quelle già attuate dall’ecosistema, per agire in modo collaborativo e quindi aumentare e moltiplicare gli sforzi congiunti.

Perché abbiamo bisogno di più donne nell’imprenditoria? Perché è importante che più donne partecipino alla promozione dell’innovazione?
Questa è una questione centrale! Sono convinta, anche sulla base di diversi studi in tal senso, che la diversità, soprattutto in termini di genere dei membri dei management team delle imprese, svolge un ruolo centrale per la redditività e la sostenibilità delle imprese. Inoltre, il confronto di idee provenienti da settori, ma anche esperienze e modi di pensare diversi è la base della maggior parte delle innovazioni radicali, e il fattore di genere permette sicuramente di aumentare questa diversità. A mio parere, quindi, un equilibrio è un vantaggio indiscutibile a cui dobbiamo puntare a tutti i costi, perché porterebbe con sé progressi economici e sociali reali.

Le donne nella scienza e in Innosuisse

La percentuale di studentesse è ancora minoritaria nelle università svizzere nel campo delle scienze tecniche. Mentre le donne rappresentano il 68% delle persone in formazione in Scienze umane e sociali, la loro quota nel 2019 si ferma al 32% in Scienze tecniche. Questa percentuale, tuttavia, è migliorata nel corso degli anni: secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2000 la percentuale di donne in formazione in questo campo era solo del 22%.

Nel 2019, per i progetti di innovazione approvati, Innosuisse registra il 15% di donne sul versante della ricerca e il 13% sul versante dell’imprenditoria. La percentuale di donne nelle squadre fondatrici di start-up che beneficiano di coaching, invece, è del 14%.

Ultima modifica 21.08.2020

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